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Rimpianto e senso di colpa

Il senso di colpa è costruttivo perché il più delle volte si può ancora intervenire e riparare il danno
Pubblicato il 15/5/2002

Rimpianto

I legami con il passato danno sicurezza
Il rimpianto? Può essere dolce. È questo il sentimento che prova Stevens, il maggiordomo inglese protagonista del film Quel che resta del giorno di James Ivory. In nome della fedeltà a casa Darlington, Stevens ha sacrificato il suo amore per Miss Kenton. Il bilancio, a prima vista, può sembrare un fallimento. C’è, infatti, la consapevolezza di aver avuto un destino che ha riservato sì delle soddisfazioni, ma non ha coinciso del tutto con i propri desideri. Eppure il maggiordomo trova sollievo nel ricordo e ritorna al passato con una serenità velata di tristezza. Forse lo consolerebbe ancora di più sapere che vivere senza rimpianti non garantisce la felicità. Anzi. Secondo gli esperti, guardare al passato e lasciarsi trasportare dalla nostalgia aiuta a mantenere un legame con quello che siamo stati e con le proprie radici. «Il rimpianto può provocare dolore da un lato, ma dall’altro dà un senso al presente» dice Giuseppe Sampognaro, psicoterapeuta. «È un sentimento che arricchisce l’identità. Chi rimpiange può dire: io adesso sono così anche perché ho vissuto quelle esperienze».

Le occasioni si ripetono: siete pronti?
Chi non vorrebbe tornare indietro per cancellare qualcosa che ha detto o fatto o, al contrario, per prendere una decisione che si sarebbe sicuramente rivelata migliore? Per fortuna, il rimpianto non compare solo quando si supera una certa età e non c’è più rimedio. Una scelta sbagliata, fonte di sofferenza, torna alla memoria in un momento successivo. E permette di non commettere di nuovo gli stessi errori. «Il rimpianto ci mette in allerta» sostiene Marco Pacori, psicologo. «La tentazione di dire basta a una storia d’amore, per esempio, può essere valutata con più calma da chi ha sofferto per avere chiuso in precedenza una relazione in modo troppo frettoloso o superficiale». L’esperienza del rimpianto, se ben utilizzata, può portarci ad avere un atteggiamento più pronto e flessibile. «Non serve solo a non commettere più gli stessi sbagli in situazioni simili. È anche un insegnamento a reagire con una maggiore apertura e disponibilità» dice Silvana Dallera, psicologa. «Ci dà la spinta giusta per prendere al volo un’altra occasione, anche se diversa da quella che abbiamo sprecato. Nella vita, infatti, le possibilità si ripetono. Sta a noi saperle coglierle e, con il rimpianto, si impara a farlo».

Un metro per misurare il presente
«Ho cominciato ad amare tutte le cose della mia vita nell’addio e non nell’incontro, nella separazione e non nell’unione». Così scriveva la poetessa russa Marina Ivanovna Cvetaeva. Una dichiarazione che sottolinea ancora un aspetto buono del rimpianto: ci aiuta ad apprezzare ciò che stiamo vivendo. «È attraverso questo sentimento che impariamo ad attribuire valore alle cose» spiega Marco Pacori, psicologo. «Se non provassimo mai nostalgia per nulla di ciò che ci siamo lasciati alle spalle, non saremmo in grado di capire l’importanza di tutto quello che abbiamo».

senso di Colpa

Per non sbagliare una seconda volta
La storia e la letteratura sono ricche di personaggi che devono riscattarsi da un forte senso di colpa o che lottano per il bene degli altri spinti da un grande rimorso. A questo sentimento è dedicato anche l’ultimo romanzo di Ian McEwan, Espiazione (Einaudi, 18 euro): la protagonista accusa della violenza sessuale subita dalla cugina un ragazzo che, in realtà, è innocente. Il senso di colpa per quella menzogna infamante e infondata segnerà tutta la sua vita. Per fortuna, il finale è meno drammatico di quanto si potrebbe pensare. Anche nella realtà il senso di colpa è meno devastante di quello che ci si potrebbe aspettare. È vero, quando si prova questo sentimento significa che si è fatto soffrire qualcuno. Ma come sostengono Christophe André e François Lelord nel libro La forza delle emozioni (Corbaccio, 16,50 euro) il senso di colpa è costruttivo. Il più delle volte, infatti, si può ancora intervenire e riparare il danno. «Avvertire la percezione di aver commesso un errore o di aver causato un dolore a qualcuno è un buon segno» sottolinea Giuseppe Sampognaro, psicoterapeuta. «È come avere un freno che nel futuro impedisce di ripetere errori simili». Pur di non dover provare una seconda volta il disagio che comporta la consapevolezza di avere agito male, si evita di commettere nuovi errori.

Svelate in anticipo l’errore
A volte, reggere il peso del senso di colpa è difficile. C’è chi ha tradito il segreto di una persona cara. Chi ha fatto un torto a un amico che, non sapendolo, continua a trattarci come se fossimo la persona più corretta e onesta sulla terra. Anche se loro non l’hanno scoperto, e forse non lo sapranno mai, è difficile reggere la parte che gli altri ci assegnano. Che cosa conviene fare se il rimorso è troppo forte? «Rivelare e ammettere lo sbaglio prima che venga scoperto è la cosa migliore. E non solo per liberarsi dal peso che ci opprime» aggiunge Giuseppe Sampognaro. «Così facendo aumentano le possibilità di salvare un rapporto d’amicizia o d’amore. È una prova di sincerità e chi ha subito il torto ne rimane colpito». Insomma, si evitano conseguenze peggiori e non ci si tormenta ogni volta che si vede la “vittima” inconsapevole che si comporta come se nulla fosse.

Così tenete a freno l’aggressività
Grazie ai meccanismi che regolano la nostra mente, il rimorso non solo tiene a freno certi comportamenti, ma fa tacere perfino i pensieri “cattivi”. «Quando siamo molto arrabbiati, si tende a ragionare come se non ci fosse alcuna differenza tra pensiero e azione corrispondente» sostiene Marco W. Battacchi nel libro Vergogna e senso di colpa (Raffaello Cortina, 18 euro). «Così può capitare di augurare tutto il male possibile a una persona che ci ha danneggiato. Ma ecco che il senso di colpa entra in azione e proviamo il timore che il desiderio si realizzi davvero. Se ciò accadesse, ci sentiremmo colpevoli come se avessimo causato l’incidente. Così il senso di colpa riesce a mettere il bavaglio alle intenzioni aggressive. E a farci immediatamente pentire di quel che abbiamo pensato.




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