 | Il peperoncino è una pianta erbacea che può raggiungere l’altezza di un metro con una radice a fittone. Il fusto è dritto e si ramifica nella parte alta. Le foglie sono ovali o a forma di lancia e terminano a punta. I fiori sono a forma di piccola campana, con i petali bianchi e gialli, raramente rosa o violetti. Il frutto ha la forma classica dei peperoni: può essere allungato o tondeggiante, mentre il colore è rosso vivo o, a volte, giallo. Originario dell’America centrale, il peperoncino fu importato in Europa dopo la scoperta dell’America. Oggi viene ampiamente coltivato in Italia. I frutti si raccolgono in agosto-settembre. Che cosa contiene Molte delle proprietà curative del peperoncino derivano da un alcaloide presente in grande quantità nei semi, chiamato capsaicina, che determina il sapore forte e pungente del frutto. Il peperoncino è molto ricco di vitamine A, C, E e del gruppo B, di flavonoidi e di sali minerali, in particolare di rame e di ferro. Come si utilizza Alimento: esistono parecchie varietà di peperoncino. Quelle più dolci vengono consumate tal quali oppure conservate sott’aceto. Quelle più piccanti vengono essiccate e utilizzate in polvere: questa viene aggiunta come condimento o per dare colore e sapore a molti tipi di salse. Polvere: il peperoncino essiccato e ridotto in polvere viene utilizzato per scopi curativi, confezionato in capsule o sotto forma di compresse. Si trova nelle erboristerie e nelle farmacie specializzate. Come si utilizza Per facilitare la digestione: il peperoncino stimola la produzione di saliva e la secrezione dei succhi gastrici. Contro la diarrea di origine infettiva: il peperoncino, come pure altre spezie, è efficace contro alcuni tipi di batteri. Questo spiega perché, tradizionalmente, il peperoncino sia stato utilizzato in questi casi. Per alleviare i dolori articolari e muscolari: studi recenti hanno dimostrato che il peperoncino eccita le terminazioni nervose cutanee termoregolatrici causando in un primo momento una sensazione locale di calore e, in seguito, aumentando la quantità di sangue nei vasi, senza provocare bolle sulla pelle. Queste sue proprietà sono la ragione per cui il peperoncino viene utilizzato anche dall’industria farmaceutica in alcuni preparati antidolorifici a base di capsaicina e per la preparazione di lozioni per capelli. I rimedi di uso più comune In caso di digestione difficile: utilizzate il peperoncino in polvere per condire i cibi in quanto è meno irritante del pepe e ha un maggiore contenuto in vitamine. In alternativa, mettete 1/4 o 1/2 cucchiaino di peperoncino essiccato e tritato finemente in 120 ml di acqua bollente, lasciate riposare dieci minuti, filtrate e bevete questa tisana dopo i pasti principali, fino a miglioramento. In caso di diarrea dovuta a un’infezione intestinale: prendete una capsula gastroresistente di polvere di peperoncino ogni due ore, per un massimo di tre volte al giorno. Se dopo 24 ore non si sono verificati miglioramenti, rivolgetevi al medico. Vengono dette gastroresistenti le capsule che resistono agli acidi dello stomaco e vengono assimilate a livello intestinale. Per chi soffre di dolori muscolari o alle articolazioni: due volte al giorno, ungete la parte dolorante con un olio vegetale, per esempio di oliva o di mandorle dolci, in cui avrete miscelato abbondante peperoncino rosso in polvere, oppure applicate una pomata che contenga un po’ di peperoncino rosso (sull’etichetta, tra gli ingredienti, viene indicato con il suo nome scientifico, Capsicum): si trova già confezionata nelle erboristerie e nelle farmacie specializzate. Nei primi giorni l’applicazione può causare un aumento del muco nasale che in seguito scompare. Quando è sconsigliato A contatto diretto con le mani: si consiglia di non maneggiare il peperoncino direttamente con le mani. Si può infatti verificare la reazione che i medici chiamano “mano di Hunan”, dal nome dell’uomo che, per preparare una ricetta cinese, si mise a tritare parecchi peperoncini: avendo avvertito dolori molto forti alla punta delle dita, dovette ricorrere al pronto soccorso. Se, quindi, si devono maneggiare grandi quantità di peperoncino, è bene indossare un paio di guanti. In dosi elevate, durante la gravidanza: le donne incinte devono evitare di consumare elevate quantità di peperoncino perché, secondo alcuni studi, la pianta potrebbe favorire le contrazioni uterine. In caso di gastriti, ulcere duodenali o allo stomaco, coliti e diverticoliti: il peperoncino può risultare irritante. |  |